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A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
domenica, 08 febbraio 2009
Eluana

 

Il Giornale


Signor Presidente,
la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell’Italia. Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo. Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio. Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico. Le chiediamo un intervento perché di concerto con il Governo sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento - nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese - possa pronunciarsi su un’adeguata legge. Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.


Paola Binetti
Guglielmo Vaccaro
Francesco Cossiga
Giancarlo Cesana
Mario Giordano
Vittorio Feltri
Dino Boffo
Luigi Amicone
Giuliano Ferrara
Rocco Buttiglione
Fabrizio Cicchitto
Maurizio Gasparri

Gaetano Quagliariello
Renato Pozzetto
Mario Melazzini
Carlo Casini
Giampiero Cantoni

L'Unità


Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.

Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.

Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro , con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.

Furio Colombo
Umberto Eco
Pietro Ingrao
Umberto Veronesi

Ignazio Marino
Roberto Benigni
Nicoletta Braschi
Nicola Piovani
Andrea Camilleri

Evelina Christillin
Carlo Lucarelli
Gustavo Zagrebelsky
Ottavia Piccolo
Rita Levi Montalcini
Dario Fo
Franca Rame
Antonio Tabucchi
Moni Ovadia
Pedrag Matvejevic
Pierre Moscovici
Enrique Baròn Crespo
Martin Schultz
Ana Colombo
Sofia Gandarias
Giorgio Ruffolo
Claudio Rossoni
Chiara Saraceno
Luigi Manconi
Vittorio Lingiardi
Gianfranco Pasquino
Sergio Givone
Luciano Canfora
Giuseppe Vacca
Ermanno Rea
Salvatore Natoli
Stefano Rodotà
Corrado Vivanti
Pino Arlacchi
Maurizio Chierici
Vincenzo Consolo
Giovanni De Luna
Margherita Hack
Raffaele Simone
Eugenio Finardi
Samuele Bersani
Giancarlo De Cataldo
Tiziana Pomes
Luca Formenton
Dacia Maraini
Massimo Salvadori
Rosario Villari
Maurizio Mori
Marco Simoni
Mario Riccio
Vincenzo Cerami
Clara Sereni
Citto Maselli
Marco Baliani
Ascanio Celestini
Paolo e Vittorio Taviani
Gino Strada

Federica Musetta - Coord. Nazionale Studenti
Luca De Zolt - Rete Studenti Medi
Sandra Bonsanti
Giovanni Bachelet
Cesare Romiti
Sergio Staino
Lidia Ravera
Luigi Cancrini
Nicola Cacace
Sergio Chiamparino
Leonardo Domenici
Alessandro Cosimi
Salvatore Bragantini
Nando Dalla Chiesa
Bruno Tabacci
Claudio Fava
Paola Concia
Sandro Veronesi
Miranda Martino
Vincenzo Vita
Giuseppe Giulietti - Articolo 21
Silvia Ballestra
Fabio Bocci
Simonetta Selacone - Scuola Iqbal Masih
Sofia Toselli - Cidi
Federico Orlando - Articolo 21
Tommaso Fulfaro - Articolo 21
Iosefa Idem
Marco Bellocchio
Ennio Morricone
Marco Rossi Doria
Paolo Pietrangeli
Massimo Costantini
Giuseppe Provenzano
Claudio Santamaria
Tonino Guerra
Stefania Sandrelli
Giovanni Soldati
Maya Sansa
Fabrice Scott
Nicolas Scott
Mario Morcellini

errantestatico

Postato da: errantestatico alle 18:59 |scrivimi un'email | link | commenti (2) |

giovedì, 15 gennaio 2009
Trip

[...]Il fisico Vlatko Vedral ha tuttavia avanzato la supposizione che l'origine della massa delle particelle sia dovuta all'entanglement quantistico tra i bosoni, analogamente a quanto espresso dalla sua teoria sull'effetto Meissner nei superconduttori da parte degli elettroni entangled. Vari altri ipotetici modelli fisici, tra cui il modello dinamico della superunificazione e del dualismo onda-particella elaborato dal fisico Alex Kaivarainen dell'Università di Turku in Finlandia, parimenti rifiutano implicitamente l'esistenza del bosone di Higgs[...].

(tratto da Wikipedia.it)

Postato da: errantestatico alle 23:10 |scrivimi un'email | link | commenti |

martedì, 02 dicembre 2008

Una volta c'era un maggiore rapporto di amicizia tra me e la tastiera, la guardavo e mi perdevo tra le lettere, fissandola con maggiore intensità e sfocando la visuale cominciavo a vedere le stesse fluttuare e mescolarsi tra loro come molecole impazzite di un qualche fluido; ora le guardo e noto che sono diventate pigre, addirittura obese, hanno movimenti lenti e molta riluttanza anche solo a spostarsi sul tasto adiacente. E non parliamo se poi devono combinarsi in un qualche aggregato dotato di significato! Possono passare le ore mentre si riesca a trovare un ordine convenzionale e nel frattempo si fanno beffe di me, mi lanciano insulti, mi indicano come si fa con una scimmia in gabbia allo zoo e riesco a cavarmela solo mostrandomi sornione, ma la situazione si fa ogni volta più critica. Alcune di esse sono poi stranamente aggressive, come se avessero un particolare conto aperto nei miei confronti: dal canto mio non riesco proprio a ricordare cosa possa essere successo tra noi, ma ciò mi crea molto disappunto. Avete mai provato a sostenere lo sguardo di una "D", incazzatissima per chissà quale motivo? O ad osservare una "T" minacciosa che avanza  ondeggiando verso di voi? Per non parlare dell'arroganza "uappesca" della "G", che ama farsi spazio con le sue forme possenti non badando minimamente alle sue compagne di posto e diffondendo confusione tra le "I, A, N", che di natura sono emozionalmente più sensibili delle altre. E' una situazione seccante alla quale bisognerà trovare un rimedio, pena la perdita della mia capacità comunicativa; la ribellione dei segni può portare conseguenze seccanti per un mondo autoreferenziante come il nostro, dove si esiste se si comunica, e simili tendenze alla disobbedienza portano nelle loro forme più drastiche all'afasia che, di fatto, decreta la scomparsa dell'Io.

Postato da: errantestatico alle 05:24 |scrivimi un'email | link | commenti (2) |

lunedì, 27 ottobre 2008
Banalità notturne

Deserto cosa? Tutto o niente, la mia vita, il futuro, il passato? Non c'è nessuno qui che può dirlo. Il cielo è notturno, ma perchè? L'alba l'ho già vissuta, palpitazioni immense dentro di me... quanti anni ancora? Si cambia tutto, ma si resta sempre sè stessi, non c'è alternativa, non si può fuggire; anzi, si rischia di ripercorrere vie già vissute... voglio bene a tutti e a nessuno, sono un buon amico e niente più, la ricerca non è finita come la voglia di chiedere perdono, voglio stare qui e altrove, la musica mi deve assordare, l'alcool ottenebrare, così da non sentire il mio cuore... c'è chi è nato in un modo, chi in un altro, chi sbaglia sempre, chi è sempre nel giusto; amo il mondo, ma non me stesso. Dolore fisico e morale, corpo in decadenza, cercasi vie di fuga possibili.

Postato da: errantestatico alle 01:31 |scrivimi un'email | link | commenti (2) |

martedì, 23 settembre 2008
Metapost

Sì, lo so. E' un bel po' che non scrivo. So anche che molti possono pensare che anche questo blog stia morendo, che io tra non molto lo lascerò andare. Ma non è vero. Non lo lascio morire, perchè so che è l'unico (flebile e forse futile) modo di restare in contatto con persone con cui non ho ormai la benchè minima relazione. So che ogni tanto capitate qui; lo so anche se non lasciate mai un commento, se le vostre visite sono molto saltuarie; capitate qui perchè, in fin dei conti, anche se nella vita reale ci siamo lasciati andare, non potete rinunciare ad un minimo di curiosità nei miei confronti, sopratutto considerato il fatto che è così a buon mercato. In tutta sincerità, farei anche io così con voi, se mi fosse possibile. Ho in mente molti volti che forse non vedrò più, che per un motivo o per un altro ho incrociato e poi (sempre per un qualcosa di non ben definito, e quindi per il naturale corso della vita) ho finito per lasciar andare; o, più di frequente, da cui sono stato lasciato andare. Questo post è per voi, ma non emozionatevi: è solo un saluto un po' goffo ed ingenuo, nulla più. D'altronde siamo in un universo virtuale, il mio corpo qui non ha spazio, non pulsa il mio sangue, non c'è il mio cuore, nè il mio cervello: non si può essere neanche del tutto sicuri che ci siano i miei pensieri. Tutto ciò è prerogativa della vita reale, in quel "al di là" (di questo mondo virtuale) solido dove però di solido i nostri contatti non hanno più nulla; è un paradosso, ma bisogna accontentarsi. Di che cosa? Ma è ovvio: di questa manciata di byte!

Postato da: errantestatico alle 15:19 |scrivimi un'email | link | commenti (2) |

domenica, 18 maggio 2008
Bentornato Ventennio!

Sono esterrefatto da quello che accade in Italia; il torto assume valore positivo, si trasmuta e diventa giusto. L'ordine canonico del bene e del male sembra sovvertirsi, il Paese diventa una calderola fumante di ingredienti da stati sudamericani degli anni '70, nazioni europee degli anni '30 e intuizioni di orwelliana memoria. Napoli preda dei ratti, situazione palesemente irresolvibile, Camorra padrona che uccide impreditori coraggiosi o ne incendia le fabbriche. Stampa, TV... informazione inesistente! Proni al potere, leccaculi come si pensava non potesse più accadere. Sono avvilito, in questo mio nido asettico, dove neanche la più piccola scoria della malsana informazione italiana puo' entrare, dove non esiste TV, nè qualsiasi telegiornale riottaro, dove l'anestetico mediatico è ridotto al minimo se non inesistente, leggo con interesse le notizie dall'Italia, cerco fonti attendibili o quantomeno oggettive, cerco giornali esteri: non vi è da nessuna parte neanche il più piccolo spiraglio di luce per la nostra nazione. Ho paura per quel che puo' accadere, siamo diventati da un giorno all'altro paese xenofobo, il diverso e lo straniero sono banditi ufficialmente; si va a caccia dei Rom, si picchiano i giovani "diversi", si fa il saluto fascista per le strade. Il marcio sale a galla e diventa costume, la verità è relegata a vocabolo desueto, dal significato facile a libere interpretazioni; i mafiosi sono diventati eroi, la Resistenza è da rivalutare e il sentire comune è orientato da Amici di Maria De Filippi. Troppe tette, troppa coca, troppo nulla quello che è entrato nelle nostre case. Tanga, stupri di adolescenti, D&G, fotografi, alcool, SUV neri famelici, forza del branco, gel ed estetisti, velocità, silicone, palestra, pubblicità, soldi, impiego fisso, legge 194, preti pedofili... apnea! Bentornata dittatura, bentornato soffice lieve caro senso di torpore; ora finalmente siamo più sicuri, il pericolo è bandito dalle nostre strade, ora possiamo finalmente liberare le nostre voci gridando a tutto il mondo la nostra potenza, scoprendo i nostri petti villosi, marciando uniti e compatti in un mondo monocolore, tutto bianco, mai nero o grigio, libero dalle umane feccie appestanti e deboli, schiacciando tutti col nostro "orgoglio fascista", contradictio in terminis degli ultimi, degli abietti, triste souvenir rispolverato impunemente. Quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Postato da: errantestatico alle 19:23 |scrivimi un'email | link | commenti (8) |
cronaca, napoli, erasmus

venerdì, 14 marzo 2008

Se qualcuno se l'è persa, ecco la puntata di Report che tratta dell'inquinamento del suolo in Campania:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E64834,00.html

Stanotte invece di dormire come un deficiente mi sono messo a leggere la storia di Napoli e di Nizza (grazie Wikipedia!), oltre a vedere il suddetto filmato. Che dire, è stata una cazzata, ho fatto tardi un po' inutilmente, però ho ribadito come la mia città abbia una storia da far paura, da vera capitale, mentre la città dove mi trovo in questo senso ne perde di punti. E' bello ogni tanto ricordarsi quante potenzialità (ancora non espresse del tutto, anzi...) abbia il posto dove si è nati. Ciao Napoli, a presto!

Postato da: errantestatico alle 23:53 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli, erasmus

martedì, 11 marzo 2008
Consolato d'Italia - Nizza (Nice)

Sono qui da non più di 10 giorni, ho portato a termine (con successo) varie impellenze più o meno burocratiche, ogni volta sperando di incontrare persone francesi comprensive del mio non saper parlare la loro lingua (ed ogni volta questa mia preghiera è stata esaudita), e la mia prima vera difficoltà dove la trovo? Ovviamente al Consolato d'Italia!!! Il posto dove noi italiani all'estero dovremmo essere aiutati. Ed invece ti trattano a pesci in faccia. Allora diciamo che innanzitutto una persona che sicuramente va salvata è il ragazzo all'ingresso che è sempre stato simpatico e gentile, ma per il resto... mah! Dovete sapere che il primo giorno che sono giunto qui, una volta all'ostello, non so come, ho perso la carta d'identità. Chissà che fine ha fatto, forse la userà qualche narcotrafficante, chissà. Comunque l'ho persa e sono riuscito ad andare avanti nelle varie trafile burocratiche che ho incontrato grazie ad una buona scorta di fotocopie della suddetta carta d'identità che mi ero fatto prima di partire (sapevo che servivano al mio arrivo). Oggi ho avuto il primo no, quello delle poste francesi, che non hanno voluto aprirmi un conto corrente (poi ho risolto da una banca, la BNP Paribas, dove hanno utilizzato l'ultima delle mie fotocopie - scorta), allora ho deciso una buona volta di farmi fare qualche documento sostitutivo dal consolato (dove bisogna precisare che ero già stato appena resomi conto di aver perso la carta, e mi era stato risposto che il foglio di via me lo facevano in giornata senza problemi per tornare in Italia), così mi ci reco, aspetto un sacco di tempo perchè c'era folla, non capisco la fila quale sia in quanto i bigliettini non ci sono, ci accordiamo tra di noi per capire chi deve entrare prima e chi dopo, ma alla fine entro nell'ufficio indicatomi. Diciamo che sarò stato in questo ufficio non più di 1 minuto e mezzo, giusto per farmi dire da una signora (ma in realtà era un uomo enorme con capelli ricci... non aveva un cazzo di una signora!), dopo aver esposto il mio caso, "e che ci posso fare io???". Non mi perdo d'animo, capisco che sono tornato in Italia, e che quindi mi devo armare di pazienza, ringrazio per la gentilezza e vado nell'ufficio a fianco, quello numero 4, che si occupa dei passaporti e rilascia i fogli di via per tornare in Italia (le carte d'identità non possono essere emesse non so perchè). Comunque arriva il mio turno e tutto baldanzoso e cortese dopo aver detto un caloroso "buongiorno" espongo il mio problema, e la mia idea di voler almeno provare ad utilizzare il foglio di via come sostituto della carta d'identità giusto per qualche tempo. Detto questo, la persona che ho di fronte, un merdone di cui purtroppo non so il nome, ma che deve avere una bella età, tutti i capelli bianchi, e magari tra un po' ci lascia pure, mi fa capire di essere stizzito, di non aver compreso bene quello che ho detto, e mi fa delle domande a raffica, per poi zittirmi con un "lei evidentemente mi racconta delle balle!". Io resto alquanto basito da questa sua uscita, non capisco come sia potuto arrivare a questa conclusione, però ormai non si ferma più, continua a parlarmi con tono arrogante e alla fine mi liquida dicendomi "allora, o lei viene qui con 4 fototessere, una denunzia della polizia per aver smarrito la carta d'identità, e il biglietto aereo che ha fatto per il ritorno, ed io le faccio un foglio di via al massimo di 24 ore, o non se ne fa niente"... io ringrazio e me ne vado, senza essere riuscito a far comprendere a quel mondezzaio di cervello che non posso avere con me il biglietto aereo di quando sono arrivato, visto che si tratta di 10 giorni prima, e che molte compagnie oggi non emettono biglietti, ma codici!!! Cazzo mi presenterò 2 settimane prima di partire di nuovo al consolato, con quello che mi è stato chiesto, e voglio vedere se mi tratteranno ancora come un criminale! E meno male che dovrebbero aiutare il cittadino in difficoltà! che schifo! Povera Italia! Sono ancora nervoso al pensiero, non penso di essere riuscito a trasmettere lo schifo in questo scritto, ma è uno sfogo e quindi non va riletto nè corretto... dico solo che non è possibile dover ancora subire la prepotenza idiota di alcuni, di essere trattati quasi come criminali, semplicemente perchè si è andati a chiedere aiuto in un posto che dovrebbe essere nato e dovrebbe servire proprio a questo!!! VIA I VECCHI POLTRONAI DALLA BUROCRAZIA ITALIANA!!! VIA I RUBA STIPENDI! VIA L'ARROGANZA DEI POCHI!!! BASTA CON L'ITALIA DA CLICHE'!!!

Postato da: errantestatico alle 22:00 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
cronaca, erasmus

sabato, 23 febbraio 2008
Pisciata ex-post: Bolzaneto e la sconfitta dell'ideale

Lo ammetto: sono ridicolo a scrivere qui sopra. E' ridicola la mia scelta, il mio non-fare, il mio attendere. Anche la mia amarezza. Tendo a colorare questo blog di tinte cupe; i pensieri mi rincorrono e non li scaccio. Oggi dovrei pensare alla tesi, lunedì mi laureo, dovrei preparare le fantomatiche slide, così da dedicare almeno la giornata di domani alla discussione. Invece mi sono perso seguendo il flebile lamento della frustazione: ho letto due righe di agenzia sulle dichiarazioni del PM che si sta occupando dei fatti di Bolzaneto, e mi sono messo a rincorrere quante più notizie potevo. Seguo questi fili sordidi di mala Italia sia per un atavico senso di compiacimento nel conoscere le brutture possibili, sia per cercare di intravedere una soluzione a tale sfracello. Ma non trovo nulla, c'è solo tanto caos e tanto campanilismo: ognuno difende i suoi, e non si va da nessuna parte. Perchè è permesso alle forze dell'ordine di restare impunite??? Sono il primo a riconoscere che ci sono tanti bravi poliziotti, tanti carabinieri che fanno il loro lavoro onestamente e con dignità, ma perchè le merde che sono tra questi non posso essere schiacciate? Non capisco. Mi sfugge qualcosa. L'Italia è un paese "sudamericano"... forse... non lo so neanche io. Sono perso in questioni più grandi di me, astratte. Vorrei capire perchè i bastardi di Bolzaneto (i GOM? i celerini? chi???) debbano ancora essere in libertà, non debbano essere puniti ma anzi continuamente protetti. Non sono mai stato un manifestante convinto, nella calca vedo sempre ideologie spurie, frammenti composti da buona fede, forte volontà e fanatismo; non capisco perchè Carlo Giuliani sia considerato un eroe (senza offendere la memoria di un morto: ma qualcuno me lo spiega il perchè?), non seguo la calca, neanche quella che fa chic o intellettuale (come puo' essere un corteo di sinistra), voto a sinistra convintamente, odio sopratutto l'ignoranza dalla mia parte (i pretestuosi contestatori che l'hanno a priori con chi indossa una divisa, quelli che si arrogano arrogantemente la Verità), ma questa giustizia ingiusta mi lascia perplesso; la Giustizia forse è un concetto romantico, eppure le mie aspirazioni mi sembrano così semplici: vorrei che nessuno fosse al di sopra delle legge, che nessun crimine diventi lecito solo perchè compiuto da determinate persone e non altre, vorrei in definita solo che ci si avvicini sempre più ad un concetto semplice semplice: la Civiltà.

Postato da: errantestatico alle 17:07 |scrivimi un'email | link | commenti |
cronaca

sabato, 26 gennaio 2008
Vicoli

Sfondo: vicolo stretto (macchine parcheggiate su un lato); attori: donne a piedi, buste della spesa, bimbi in motorino, macchine in controsenso. Luce: Sole delle 16:15, a picco negli occhi. Si alza il sipario e non vedo nulla, dalla luce intensa, che colpisce in pieno il ciottolato della strada, escono figure ectoplasmatiche, anime vaganti con i bordi sfumati o sfumanti. Alcune sono belle, meritano. Altre no. Eppure sono queste ultime che sembrano la maggioranza. La fanno da padrone. Ma tanto io vado via. Addio fantasmi. Addio anima mia. Addio me stesso. Vado via: ora, domani, un giorno. Chissà. Ma non spero più, ho smesso; godiamoci questa nostra unica vita, non perdiamo tempo in speranza ed illusioni (Spes ultima dea; risate amare); andiamo, prendiamo baracca e burattini, prendiamo gli spaghetti ed il mandolino, Pulcinella, ed andiamo via: andiamo là dove ci stereotipizzano odiandoci, dove poi non sono tutti così malvagi; andiamo là dove il bus passa alle 18:15 spaccando il secondo. Portiamo tutto con noi e andiamo: ah, dimenticavo. Il Sole. No. Quello resta qui.

Postato da: errantestatico alle 16:46 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
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