A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)
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Tempi di strappo, siamo forse arrivati alla fine dell'Impero? Tutto ciò che è stato dato per assodato, certo ed immutabile fino a pochi giorni, ore fa, adesso è incerto, cadono i cavalli dei nostri condottieri, la corazza viene sganciata e nel suo tonfo sordo avvertiamo una nota di speranza. Il sospirato C-A-M-B-I-A-M-E-N-T-O!!! Certo in passato ne abbiamo avuti già momenti del genere, quindi la cautela è d'obbligo, ma forse stavolta ci siamo, staremo a vedere. L'assonanza delle situazioni ambientali e del contesto con la mia persona è però inquietante.
L'odore. Veramente forte l'odore. Travalica la sua essenza eterea, in momenti di particolare intensità e diventa fisico, più fisico della realtà materiale. Più reale del reale. Un solo momento, una scia di profumo, emanata da abiti gelidi, riposti lì, laggiù, dove si possono vedere ma non amare, non più, e la mente realizza; si ferma, poi va avanti e con la sua crudele abilità raffigura un corpo, un viso, addirittura un momento vissuto. Ma vissuto intensamente; molto. Rivivono i colori (i colori!), la durezza delle pietre o la morbidezza di un materasso - ad aria, di lana, sintetico; il vento. Che grandiosità la mente. Sì, il vento, quello che spirava sulla spiaggia, di sassi; col mare, di fronte. Il vento. Chissà se quel giorno il vento ha portato via con sè un po' di noi, il nostro odore, l'umore dell'Amore in giro per il mondo. Ora, se così fosse, forse saremo in cima alla cresta tibetana più alta; in una strada trafficata; sotto l'ombrellone di un grasso signore in riva al mare. Magari tra le pagine di un libro secolare, poco soggetto alla caducità del tempo. Le pagine girano girano girano girano girano girano girano... granelli di polvere in un turbinio frenetico vorticano gesticolano. Parlano. Quelle parole dette, occhi che si socchiudevano, sorrisi abbozzati. Il pianoforte che suonava dentro di me si è spento; le note sono lente, finte. La vita è un'altra, qui c'è solo polvere; bagnata.
Da suonare in barrè
Intro: Am F G Am x2
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Et que quelqu'un vous tende la main
Am F
Que votre chemin evite les bombes
G Am
Qu'il mene vers de calmes jardins
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Pour aujourd'hui comme pour demain
Am F
Que votr'soleil eclaircice l'ombre
G Am
Qu'il brille d'amour au quotidien
G Am
Puisque l'avenir vous appartient
Bb
Puisqu'on ne controle pas votr'destin
Dm
Que votre oral est pour demain
G Am
Comme tout c'qu'on a a vous ofrir
Bb
Ne saurait toujours vous suffir
Dm
Dans cette liberté a venir
Bb Dm
Puisqu'on n'sera pas toujours la
Bb Dm
Comme on le fut aux premiers pas
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Et que quelqu'un vous tende la main
Am F
Que votre chemin evite les bombes
G Am
Qu'il mene vers de calmes jardins
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Pour aujourd'hui comme pour demain
Am F
Que votr'soleil eclaircice l'ombre
G Am
Qu'il brille d'amour au quotidien
G Am
Toute une vie s'offre devant vous
Bb
Tant d'reves a vivre jusqu'au bout
Dm
Sur'ment tant d'joie au rendez-vous
G Am
Libres de faire vos propres choix
Bb
De choisir quelle sera votr'voie
Dm
Et ou celle-ci vous emmenera
Bb Dm
J'espere juste que vous prendrez l'temps
Bb Dm
De profiter de chaque instant
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Et que quelqu'un vous tende la main
Am F
Que votre chemin evite les bombes
G Am
Qu'il mene vers de calmes jardins
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Pour aujourd'hui comme pour demain
Am F
Que votr'soleil eclaircice l'ombre
G Am
Qu'il brille d'amour au quotidien
Ponte
Bb Am 3x
Bb G
G Am
J'sais pas quel monde on vous laiss'ra
Bb
On fait d'notre mieux seulement parfois...
Dm
J'ose esperer qu'ca suffira
G Am
Pas a sauver votre insouciance
Bb
Mais a apaiser notr'conscience
Dm
Pour l'reste j'me dois d'vous faire confiance
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Et que quelqu'un vous tende la main
Am F
Que votre chemin evite les bombes
G Am
Qu'il mene vers de calmes jardins
Am F
On vous souhaite tout le bonheur du monde
G Am
Pour aujourd'hui comme pour demain
Am F
Que votr'soleil eclaircice l'ombre
G Am
Qu'il brille d'amour au quotidien
On vous souhaite tout le bonheur du monde
Oh oui tout le bonheur du monde
On vous souhaite tout le bonheur du monde
Oh oui tout le bonheur du monde
On vous souhaite tout le bonheur du monde
Oh oui tout le bonheur du monde
Que votr'chemin evite les bombes
Qu'il mene vers de calmes jardins
On vous souhaite tout le bonheur du monde
Oh oui tout le bonheur du monde
On vous souhaite tout le bonheur du monde
Oh oui tout le bonheur du monde
(Sinsemilia - Tout le bonheur du monde. Trascritta da Soniko - jsoniko@hotmail.com. Da www.e-chords.com.)
[...]Il fisico Vlatko Vedral ha tuttavia avanzato la supposizione che l'origine della massa delle particelle sia dovuta all'entanglement quantistico tra i bosoni, analogamente a quanto espresso dalla sua teoria sull'effetto Meissner nei superconduttori da parte degli elettroni entangled. Vari altri ipotetici modelli fisici, tra cui il modello dinamico della superunificazione e del dualismo onda-particella elaborato dal fisico Alex Kaivarainen dell'Università di Turku in Finlandia, parimenti rifiutano implicitamente l'esistenza del bosone di Higgs[...].
(tratto da Wikipedia.it)
Una volta c'era un maggiore rapporto di amicizia tra me e la tastiera, la guardavo e mi perdevo tra le lettere, fissandola con maggiore intensità e sfocando la visuale cominciavo a vedere le stesse fluttuare e mescolarsi tra loro come molecole impazzite di un qualche fluido; ora le guardo e noto che sono diventate pigre, addirittura obese, hanno movimenti lenti e molta riluttanza anche solo a spostarsi sul tasto adiacente. E non parliamo se poi devono combinarsi in un qualche aggregato dotato di significato! Possono passare le ore mentre si riesca a trovare un ordine convenzionale e nel frattempo si fanno beffe di me, mi lanciano insulti, mi indicano come si fa con una scimmia in gabbia allo zoo e riesco a cavarmela solo mostrandomi sornione, ma la situazione si fa ogni volta più critica. Alcune di esse sono poi stranamente aggressive, come se avessero un particolare conto aperto nei miei confronti: dal canto mio non riesco proprio a ricordare cosa possa essere successo tra noi, ma ciò mi crea molto disappunto. Avete mai provato a sostenere lo sguardo di una "D", incazzatissima per chissà quale motivo? O ad osservare una "T" minacciosa che avanza ondeggiando verso di voi? Per non parlare dell'arroganza "uappesca" della "G", che ama farsi spazio con le sue forme possenti non badando minimamente alle sue compagne di posto e diffondendo confusione tra le "I, A, N", che di natura sono emozionalmente più sensibili delle altre. E' una situazione seccante alla quale bisognerà trovare un rimedio, pena la perdita della mia capacità comunicativa; la ribellione dei segni può portare conseguenze seccanti per un mondo autoreferenziante come il nostro, dove si esiste se si comunica, e simili tendenze alla disobbedienza portano nelle loro forme più drastiche all'afasia che, di fatto, decreta la scomparsa dell'Io.
Deserto cosa? Tutto o niente, la mia vita, il futuro, il passato? Non c'è nessuno qui che può dirlo. Il cielo è notturno, ma perchè? L'alba l'ho già vissuta, palpitazioni immense dentro di me... quanti anni ancora? Si cambia tutto, ma si resta sempre sè stessi, non c'è alternativa, non si può fuggire; anzi, si rischia di ripercorrere vie già vissute... voglio bene a tutti e a nessuno, sono un buon amico e niente più, la ricerca non è finita come la voglia di chiedere perdono, voglio stare qui e altrove, la musica mi deve assordare, l'alcool ottenebrare, così da non sentire il mio cuore... c'è chi è nato in un modo, chi in un altro, chi sbaglia sempre, chi è sempre nel giusto; amo il mondo, ma non me stesso. Dolore fisico e morale, corpo in decadenza, cercasi vie di fuga possibili.
Sì, lo so. E' un bel po' che non scrivo. So anche che molti possono pensare che anche questo blog stia morendo, che io tra non molto lo lascerò andare. Ma non è vero. Non lo lascio morire, perchè so che è l'unico (flebile e forse futile) modo di restare in contatto con persone con cui non ho ormai la benchè minima relazione. So che ogni tanto capitate qui; lo so anche se non lasciate mai un commento, se le vostre visite sono molto saltuarie; capitate qui perchè, in fin dei conti, anche se nella vita reale ci siamo lasciati andare, non potete rinunciare ad un minimo di curiosità nei miei confronti, sopratutto considerato il fatto che è così a buon mercato. In tutta sincerità, farei anche io così con voi, se mi fosse possibile. Ho in mente molti volti che forse non vedrò più, che per un motivo o per un altro ho incrociato e poi (sempre per un qualcosa di non ben definito, e quindi per il naturale corso della vita) ho finito per lasciar andare; o, più di frequente, da cui sono stato lasciato andare. Questo post è per voi, ma non emozionatevi: è solo un saluto un po' goffo ed ingenuo, nulla più. D'altronde siamo in un universo virtuale, il mio corpo qui non ha spazio, non pulsa il mio sangue, non c'è il mio cuore, nè il mio cervello: non si può essere neanche del tutto sicuri che ci siano i miei pensieri. Tutto ciò è prerogativa della vita reale, in quel "al di là" (di questo mondo virtuale) solido dove però di solido i nostri contatti non hanno più nulla; è un paradosso, ma bisogna accontentarsi. Di che cosa? Ma è ovvio: di questa manciata di byte!
Sono esterrefatto da quello che accade in Italia; il torto assume valore positivo, si trasmuta e diventa giusto. L'ordine canonico del bene e del male sembra sovvertirsi, il Paese diventa una calderola fumante di ingredienti da stati sudamericani degli anni '70, nazioni europee degli anni '30 e intuizioni di orwelliana memoria. Napoli preda dei ratti, situazione palesemente irresolvibile, Camorra padrona che uccide impreditori coraggiosi o ne incendia le fabbriche. Stampa, TV... informazione inesistente! Proni al potere, leccaculi come si pensava non potesse più accadere. Sono avvilito, in questo mio nido asettico, dove neanche la più piccola scoria della malsana informazione italiana puo' entrare, dove non esiste TV, nè qualsiasi telegiornale riottaro, dove l'anestetico mediatico è ridotto al minimo se non inesistente, leggo con interesse le notizie dall'Italia, cerco fonti attendibili o quantomeno oggettive, cerco giornali esteri: non vi è da nessuna parte neanche il più piccolo spiraglio di luce per la nostra nazione. Ho paura per quel che puo' accadere, siamo diventati da un giorno all'altro paese xenofobo, il diverso e lo straniero sono banditi ufficialmente; si va a caccia dei Rom, si picchiano i giovani "diversi", si fa il saluto fascista per le strade. Il marcio sale a galla e diventa costume, la verità è relegata a vocabolo desueto, dal significato facile a libere interpretazioni; i mafiosi sono diventati eroi, la Resistenza è da rivalutare e il sentire comune è orientato da Amici di Maria De Filippi. Troppe tette, troppa coca, troppo nulla quello che è entrato nelle nostre case. Tanga, stupri di adolescenti, D&G, fotografi, alcool, SUV neri famelici, forza del branco, gel ed estetisti, velocità, silicone, palestra, pubblicità, soldi, impiego fisso, legge 194, preti pedofili... apnea! Bentornata dittatura, bentornato soffice lieve caro senso di torpore; ora finalmente siamo più sicuri, il pericolo è bandito dalle nostre strade, ora possiamo finalmente liberare le nostre voci gridando a tutto il mondo la nostra potenza, scoprendo i nostri petti villosi, marciando uniti e compatti in un mondo monocolore, tutto bianco, mai nero o grigio, libero dalle umane feccie appestanti e deboli, schiacciando tutti col nostro "orgoglio fascista", contradictio in terminis degli ultimi, degli abietti, triste souvenir rispolverato impunemente. Quasi quasi mi faccio uno shampoo.
Se qualcuno se l'è persa, ecco la puntata di Report che tratta dell'inquinamento del suolo in Campania:
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E64834,00.html
Stanotte invece di dormire come un deficiente mi sono messo a leggere la storia di Napoli e di Nizza (grazie Wikipedia!), oltre a vedere il suddetto filmato. Che dire, è stata una cazzata, ho fatto tardi un po' inutilmente, però ho ribadito come la mia città abbia una storia da far paura, da vera capitale, mentre la città dove mi trovo in questo senso ne perde di punti. E' bello ogni tanto ricordarsi quante potenzialità (ancora non espresse del tutto, anzi...) abbia il posto dove si è nati. Ciao Napoli, a presto!
Sono qui da non più di 10 giorni, ho portato a termine (con successo) varie impellenze più o meno burocratiche, ogni volta sperando di incontrare persone francesi comprensive del mio non saper parlare la loro lingua (ed ogni volta questa mia preghiera è stata esaudita), e la mia prima vera difficoltà dove la trovo? Ovviamente al Consolato d'Italia!!! Il posto dove noi italiani all'estero dovremmo essere aiutati. Ed invece ti trattano a pesci in faccia. Allora diciamo che innanzitutto una persona che sicuramente va salvata è il ragazzo all'ingresso che è sempre stato simpatico e gentile, ma per il resto... mah! Dovete sapere che il primo giorno che sono giunto qui, una volta all'ostello, non so come, ho perso la carta d'identità. Chissà che fine ha fatto, forse la userà qualche narcotrafficante, chissà. Comunque l'ho persa e sono riuscito ad andare avanti nelle varie trafile burocratiche che ho incontrato grazie ad una buona scorta di fotocopie della suddetta carta d'identità che mi ero fatto prima di partire (sapevo che servivano al mio arrivo). Oggi ho avuto il primo no, quello delle poste francesi, che non hanno voluto aprirmi un conto corrente (poi ho risolto da una banca, la BNP Paribas, dove hanno utilizzato l'ultima delle mie fotocopie - scorta), allora ho deciso una buona volta di farmi fare qualche documento sostitutivo dal consolato (dove bisogna precisare che ero già stato appena resomi conto di aver perso la carta, e mi era stato risposto che il foglio di via me lo facevano in giornata senza problemi per tornare in Italia), così mi ci reco, aspetto un sacco di tempo perchè c'era folla, non capisco la fila quale sia in quanto i bigliettini non ci sono, ci accordiamo tra di noi per capire chi deve entrare prima e chi dopo, ma alla fine entro nell'ufficio indicatomi. Diciamo che sarò stato in questo ufficio non più di 1 minuto e mezzo, giusto per farmi dire da una signora (ma in realtà era un uomo enorme con capelli ricci... non aveva un cazzo di una signora!), dopo aver esposto il mio caso, "e che ci posso fare io???". Non mi perdo d'animo, capisco che sono tornato in Italia, e che quindi mi devo armare di pazienza, ringrazio per la gentilezza e vado nell'ufficio a fianco, quello numero 4, che si occupa dei passaporti e rilascia i fogli di via per tornare in Italia (le carte d'identità non possono essere emesse non so perchè). Comunque arriva il mio turno e tutto baldanzoso e cortese dopo aver detto un caloroso "buongiorno" espongo il mio problema, e la mia idea di voler almeno provare ad utilizzare il foglio di via come sostituto della carta d'identità giusto per qualche tempo. Detto questo, la persona che ho di fronte, un merdone di cui purtroppo non so il nome, ma che deve avere una bella età, tutti i capelli bianchi, e magari tra un po' ci lascia pure, mi fa capire di essere stizzito, di non aver compreso bene quello che ho detto, e mi fa delle domande a raffica, per poi zittirmi con un "lei evidentemente mi racconta delle balle!". Io resto alquanto basito da questa sua uscita, non capisco come sia potuto arrivare a questa conclusione, però ormai non si ferma più, continua a parlarmi con tono arrogante e alla fine mi liquida dicendomi "allora, o lei viene qui con 4 fototessere, una denunzia della polizia per aver smarrito la carta d'identità, e il biglietto aereo che ha fatto per il ritorno, ed io le faccio un foglio di via al massimo di 24 ore, o non se ne fa niente"... io ringrazio e me ne vado, senza essere riuscito a far comprendere a quel mondezzaio di cervello che non posso avere con me il biglietto aereo di quando sono arrivato, visto che si tratta di 10 giorni prima, e che molte compagnie oggi non emettono biglietti, ma codici!!! Cazzo mi presenterò 2 settimane prima di partire di nuovo al consolato, con quello che mi è stato chiesto, e voglio vedere se mi tratteranno ancora come un criminale! E meno male che dovrebbero aiutare il cittadino in difficoltà! che schifo! Povera Italia! Sono ancora nervoso al pensiero, non penso di essere riuscito a trasmettere lo schifo in questo scritto, ma è uno sfogo e quindi non va riletto nè corretto... dico solo che non è possibile dover ancora subire la prepotenza idiota di alcuni, di essere trattati quasi come criminali, semplicemente perchè si è andati a chiedere aiuto in un posto che dovrebbe essere nato e dovrebbe servire proprio a questo!!! VIA I VECCHI POLTRONAI DALLA BUROCRAZIA ITALIANA!!! VIA I RUBA STIPENDI! VIA L'ARROGANZA DEI POCHI!!! BASTA CON L'ITALIA DA CLICHE'!!!