errantestatico

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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Se volete lasciarmi un appunto, un commento, una critica che esuli un po' dal singolo post, ecco dove è possibile farlo! Ovviamente anche i semplici saluti sono graditi...

"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
domenica, 18 maggio 2008
Bentornato Ventennio!

Sono esterrefatto da quello che accade in Italia; il torto assume valore positivo, si trasmuta e diventa giusto. L'ordine canonico del bene e del male sembra sovvertirsi, il Paese diventa una calderola fumante di ingredienti da stati sudamericani degli anni '70, nazioni europee degli anni '30 e intuizioni di orwelliana memoria. Napoli preda dei ratti, situazione palesemente irresolvibile, Camorra padrona che uccide impreditori coraggiosi o ne incendia le fabbriche. Stampa, TV... informazione inesistente! Proni al potere, leccaculi come si pensava non potesse più accadere. Sono avvilito, in questo mio nido asettico, dove neanche la più piccola scoria della malsana informazione italiana puo' entrare, dove non esiste TV, nè qualsiasi telegiornale riottaro, dove l'anestetico mediatico è ridotto al minimo se non inesistente, leggo con interesse le notizie dall'Italia, cerco fonti attendibili o quantomeno oggettive, cerco giornali esteri: non vi è da nessuna parte neanche il più piccolo spiraglio di luce per la nostra nazione. Ho paura per quel che puo' accadere, siamo diventati da un giorno all'altro paese xenofobo, il diverso e lo straniero sono banditi ufficialmente; si va a caccia dei Rom, si picchiano i giovani "diversi", si fa il saluto fascista per le strade. Il marcio sale a galla e diventa costume, la verità è relegata a vocabolo desueto, dal significato facile a libere interpretazioni; i mafiosi sono diventati eroi, la Resistenza è da rivalutare e il sentire comune è orientato da Amici di Maria De Filippi. Troppe tette, troppa coca, troppo nulla quello che è entrato nelle nostre case. Tanga, stupri di adolescenti, D&G, fotografi, alcool, SUV neri famelici, forza del branco, gel ed estetisti, velocità, silicone, palestra, pubblicità, soldi, impiego fisso, legge 194, preti pedofili... apnea! Bentornata dittatura, bentornato soffice lieve caro senso di torpore; ora finalmente siamo più sicuri, il pericolo è bandito dalle nostre strade, ora possiamo finalmente liberare le nostre voci gridando a tutto il mondo la nostra potenza, scoprendo i nostri petti villosi, marciando uniti e compatti in un mondo monocolore, tutto bianco, mai nero o grigio, libero dalle umane feccie appestanti e deboli, schiacciando tutti col nostro "orgoglio fascista", contradictio in terminis degli ultimi, degli abietti, triste souvenir rispolverato impunemente. Quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Postato da: errantestatico alle 19:23 |scrivimi un'email | link | commenti (8) |
cronaca, napoli, erasmus

venerdì, 14 marzo 2008

Se qualcuno se l'è persa, ecco la puntata di Report che tratta dell'inquinamento del suolo in Campania:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E64834,00.html

Stanotte invece di dormire come un deficiente mi sono messo a leggere la storia di Napoli e di Nizza (grazie Wikipedia!), oltre a vedere il suddetto filmato. Che dire, è stata una cazzata, ho fatto tardi un po' inutilmente, però ho ribadito come la mia città abbia una storia da far paura, da vera capitale, mentre la città dove mi trovo in questo senso ne perde di punti. E' bello ogni tanto ricordarsi quante potenzialità (ancora non espresse del tutto, anzi...) abbia il posto dove si è nati. Ciao Napoli, a presto!

Postato da: errantestatico alle 23:53 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli, erasmus

martedì, 11 marzo 2008
Consolato d'Italia - Nizza (Nice)

Sono qui da non più di 10 giorni, ho portato a termine (con successo) varie impellenze più o meno burocratiche, ogni volta sperando di incontrare persone francesi comprensive del mio non saper parlare la loro lingua (ed ogni volta questa mia preghiera è stata esaudita), e la mia prima vera difficoltà dove la trovo? Ovviamente al Consolato d'Italia!!! Il posto dove noi italiani all'estero dovremmo essere aiutati. Ed invece ti trattano a pesci in faccia. Allora diciamo che innanzitutto una persona che sicuramente va salvata è il ragazzo all'ingresso che è sempre stato simpatico e gentile, ma per il resto... mah! Dovete sapere che il primo giorno che sono giunto qui, una volta all'ostello, non so come, ho perso la carta d'identità. Chissà che fine ha fatto, forse la userà qualche narcotrafficante, chissà. Comunque l'ho persa e sono riuscito ad andare avanti nelle varie trafile burocratiche che ho incontrato grazie ad una buona scorta di fotocopie della suddetta carta d'identità che mi ero fatto prima di partire (sapevo che servivano al mio arrivo). Oggi ho avuto il primo no, quello delle poste francesi, che non hanno voluto aprirmi un conto corrente (poi ho risolto da una banca, la BNP Paribas, dove hanno utilizzato l'ultima delle mie fotocopie - scorta), allora ho deciso una buona volta di farmi fare qualche documento sostitutivo dal consolato (dove bisogna precisare che ero già stato appena resomi conto di aver perso la carta, e mi era stato risposto che il foglio di via me lo facevano in giornata senza problemi per tornare in Italia), così mi ci reco, aspetto un sacco di tempo perchè c'era folla, non capisco la fila quale sia in quanto i bigliettini non ci sono, ci accordiamo tra di noi per capire chi deve entrare prima e chi dopo, ma alla fine entro nell'ufficio indicatomi. Diciamo che sarò stato in questo ufficio non più di 1 minuto e mezzo, giusto per farmi dire da una signora (ma in realtà era un uomo enorme con capelli ricci... non aveva un cazzo di una signora!), dopo aver esposto il mio caso, "e che ci posso fare io???". Non mi perdo d'animo, capisco che sono tornato in Italia, e che quindi mi devo armare di pazienza, ringrazio per la gentilezza e vado nell'ufficio a fianco, quello numero 4, che si occupa dei passaporti e rilascia i fogli di via per tornare in Italia (le carte d'identità non possono essere emesse non so perchè). Comunque arriva il mio turno e tutto baldanzoso e cortese dopo aver detto un caloroso "buongiorno" espongo il mio problema, e la mia idea di voler almeno provare ad utilizzare il foglio di via come sostituto della carta d'identità giusto per qualche tempo. Detto questo, la persona che ho di fronte, un merdone di cui purtroppo non so il nome, ma che deve avere una bella età, tutti i capelli bianchi, e magari tra un po' ci lascia pure, mi fa capire di essere stizzito, di non aver compreso bene quello che ho detto, e mi fa delle domande a raffica, per poi zittirmi con un "lei evidentemente mi racconta delle balle!". Io resto alquanto basito da questa sua uscita, non capisco come sia potuto arrivare a questa conclusione, però ormai non si ferma più, continua a parlarmi con tono arrogante e alla fine mi liquida dicendomi "allora, o lei viene qui con 4 fototessere, una denunzia della polizia per aver smarrito la carta d'identità, e il biglietto aereo che ha fatto per il ritorno, ed io le faccio un foglio di via al massimo di 24 ore, o non se ne fa niente"... io ringrazio e me ne vado, senza essere riuscito a far comprendere a quel mondezzaio di cervello che non posso avere con me il biglietto aereo di quando sono arrivato, visto che si tratta di 10 giorni prima, e che molte compagnie oggi non emettono biglietti, ma codici!!! Cazzo mi presenterò 2 settimane prima di partire di nuovo al consolato, con quello che mi è stato chiesto, e voglio vedere se mi tratteranno ancora come un criminale! E meno male che dovrebbero aiutare il cittadino in difficoltà! che schifo! Povera Italia! Sono ancora nervoso al pensiero, non penso di essere riuscito a trasmettere lo schifo in questo scritto, ma è uno sfogo e quindi non va riletto nè corretto... dico solo che non è possibile dover ancora subire la prepotenza idiota di alcuni, di essere trattati quasi come criminali, semplicemente perchè si è andati a chiedere aiuto in un posto che dovrebbe essere nato e dovrebbe servire proprio a questo!!! VIA I VECCHI POLTRONAI DALLA BUROCRAZIA ITALIANA!!! VIA I RUBA STIPENDI! VIA L'ARROGANZA DEI POCHI!!! BASTA CON L'ITALIA DA CLICHE'!!!

Postato da: errantestatico alle 22:00 |scrivimi un'email | link | commenti (1) |
cronaca, erasmus

sabato, 23 febbraio 2008
Pisciata ex-post: Bolzaneto e la sconfitta dell'ideale

Lo ammetto: sono ridicolo a scrivere qui sopra. E' ridicola la mia scelta, il mio non-fare, il mio attendere. Anche la mia amarezza. Tendo a colorare questo blog di tinte cupe; i pensieri mi rincorrono e non li scaccio. Oggi dovrei pensare alla tesi, lunedì mi laureo, dovrei preparare le fantomatiche slide, così da dedicare almeno la giornata di domani alla discussione. Invece mi sono perso seguendo il flebile lamento della frustazione: ho letto due righe di agenzia sulle dichiarazioni del PM che si sta occupando dei fatti di Bolzaneto, e mi sono messo a rincorrere quante più notizie potevo. Seguo questi fili sordidi di mala Italia sia per un atavico senso di compiacimento nel conoscere le brutture possibili, sia per cercare di intravedere una soluzione a tale sfracello. Ma non trovo nulla, c'è solo tanto caos e tanto campanilismo: ognuno difende i suoi, e non si va da nessuna parte. Perchè è permesso alle forze dell'ordine di restare impunite??? Sono il primo a riconoscere che ci sono tanti bravi poliziotti, tanti carabinieri che fanno il loro lavoro onestamente e con dignità, ma perchè le merde che sono tra questi non posso essere schiacciate? Non capisco. Mi sfugge qualcosa. L'Italia è un paese "sudamericano"... forse... non lo so neanche io. Sono perso in questioni più grandi di me, astratte. Vorrei capire perchè i bastardi di Bolzaneto (i GOM? i celerini? chi???) debbano ancora essere in libertà, non debbano essere puniti ma anzi continuamente protetti. Non sono mai stato un manifestante convinto, nella calca vedo sempre ideologie spurie, frammenti composti da buona fede, forte volontà e fanatismo; non capisco perchè Carlo Giuliani sia considerato un eroe (senza offendere la memoria di un morto: ma qualcuno me lo spiega il perchè?), non seguo la calca, neanche quella che fa chic o intellettuale (come puo' essere un corteo di sinistra), voto a sinistra convintamente, odio sopratutto l'ignoranza dalla mia parte (i pretestuosi contestatori che l'hanno a priori con chi indossa una divisa, quelli che si arrogano arrogantemente la Verità), ma questa giustizia ingiusta mi lascia perplesso; la Giustizia forse è un concetto romantico, eppure le mie aspirazioni mi sembrano così semplici: vorrei che nessuno fosse al di sopra delle legge, che nessun crimine diventi lecito solo perchè compiuto da determinate persone e non altre, vorrei in definita solo che ci si avvicini sempre più ad un concetto semplice semplice: la Civiltà.

Postato da: errantestatico alle 17:07 |scrivimi un'email | link | commenti |
cronaca

sabato, 26 gennaio 2008
Vicoli

Sfondo: vicolo stretto (macchine parcheggiate su un lato); attori: donne a piedi, buste della spesa, bimbi in motorino, macchine in controsenso. Luce: Sole delle 16:15, a picco negli occhi. Si alza il sipario e non vedo nulla, dalla luce intensa, che colpisce in pieno il ciottolato della strada, escono figure ectoplasmatiche, anime vaganti con i bordi sfumati o sfumanti. Alcune sono belle, meritano. Altre no. Eppure sono queste ultime che sembrano la maggioranza. La fanno da padrone. Ma tanto io vado via. Addio fantasmi. Addio anima mia. Addio me stesso. Vado via: ora, domani, un giorno. Chissà. Ma non spero più, ho smesso; godiamoci questa nostra unica vita, non perdiamo tempo in speranza ed illusioni (Spes ultima dea; risate amare); andiamo, prendiamo baracca e burattini, prendiamo gli spaghetti ed il mandolino, Pulcinella, ed andiamo via: andiamo là dove ci stereotipizzano odiandoci, dove poi non sono tutti così malvagi; andiamo là dove il bus passa alle 18:15 spaccando il secondo. Portiamo tutto con noi e andiamo: ah, dimenticavo. Il Sole. No. Quello resta qui.

Postato da: errantestatico alle 16:46 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli

martedì, 15 gennaio 2008
Milan - Napoli:5-2...

Non sono per niente d'accordo su tutto il casino che sta accadendo o, per meglio dire, montando ad arte per la visita del Papa alla Sapienza: per dirla alla francese, la vedo una grande stronzata. I 67 professori "NO VAT", redattori della lettera in cui esprimono il loro disaccordo per la venuta del Papa, sono stati ben chiari: il loro disappunto è dovuto all'infelice invito del rettore, che gradirebbe la presenza del Santo Padre all'inaugurazione dell'anno accademico; ciò comporterebbe, sempre secondo i 67 docenti, una inappropriata presenza religiosa, in un contesto accademico dove la laicità dell'insegnamento e della ricerca ne sono la ricchezza (o almeno così dovrebbe essere). Non ci sarebbe alcun problema se il Papa decidesse di venire in un'altra data, nel nome di quella stupenda ricchezza umana che è il dialogo ed il confronto, anche con individui diametralmente opposti a noi, per ideologie e certezze. Di tutto ciò, di questo dissendo civile, ben strutturato ed informato, nell'esposizione mediatica non è rimasto nulla: quivi da un lato troviamo gli "anticlericali", mangiapreti comunisti in combutta con giovani miei colleghi universitari, desiderosi di dimostrare di avere sempre ragione, mai persi in un dubbio, certi di sbandierare la bandiera della verità; dall'altro gli ipocriti, per politica o per fede, difensori del trinomio Dio, Patria, Famiglia, assertori dell'unica società giusta possibile. Ci saranno vincitori? Si, beoti bambini ideologicizzati.

A Milano mi sono trovato molto bene, l'ho vista con una persona per me speciale e con un amico "ritrovato": i milanesi si sono rivelati più simpatici di come mi aspettassi, e anche la ciucetto!!!città mi è piaciuta (laddove mi aspettavo di trovare solo musi lunghi e palazzoni... ah, stupidi stereotipi che ci ostacolano); allo stadio eravamo in un settore milanista, come molti altri napoletani, e si è dato vita ad un bellissimo spettacolo, solo per colpa di pochi belluini individui (da un lato e dall'altro) sporcato in qualche occasione (alcuni insulti sentiti però in quei momenti mi hanno toccato a fondo): ciò è stato possibile grazie alla civiltà dei milanesi, che hanno "permesso" un'invasione napoletana, ed alla nostra esuberanza, alla nostra capacità di stupire e di sovvertire le regole accettate da tutti: siamo un grande popolo, dobbiamo solo ricordarcene.   E spero che ciò accada non oltre i prossimi cinquant'anni.

Dove ci sono certezze, là c’è la dittatura. Dove ci sono dubbi, là c’è la libertà.

Postato da: errantestatico alle 17:58 |scrivimi un'email | link | commenti (4) |
sport, calcio, cronaca

venerdì, 11 gennaio 2008
Cuore nero

Ho passato un bel po' del mio tempo della giornata di ieri alla caserma dei carabinieri di Secondigliano, poichè una mia cara zia (92 anni) doveva fare una denuncia per furto; in realtà ci sono tornato ben 3 volte, per pigrizia dei solerti carabinieri o per mancanze nostre. In più mettiamoci il tempo che ci ho messo a trovarla, in quelle viuzze strette e ammassate alle spalle del Corso, con persone che sembrano più impegnate a creare confusione in strada, rendendo difficile il procedere, che a fare altro.

Il "presidio" dello stato nella zona consiste in una palazzina non molto alta, di colore giallo spento - sporco, con una minuscola targa "Carabinieri" sul davanti: una palazzina prefabbricata del tutto identica ad un'altra sita al suo fianco, adibita ad uso abitativo. Ci facciamo largo tra una montagna di rifiuti (una nuova sfida per coraggiosi e mascherina-muniti alpinisti!), richiamando in me tutto le mie super forze da Hulk riesco ad aprire la pesantissima porta blindata, ed entriamo in questo fetido e squallido edificio, senza ascensore, con le mura decadenti e nulla che faccia intendere di trovarsi in un posto di polizia, nell'anno 2008, in uno stato industrializzato moderno e per di più occidentale (in senso aggettivale, non geografico): incontriamo piantoni scocciati ed arroganti (mi trattengo dal finire in galera per offesa a pubblico ufficiale, ma c'è mancato poco), che non hanno educazione neanche nei confronti di persone anziane e malferme, che con tremolante ma tanto dignitosa forza hanno salito le scale fino agli uffici del primo piano; piantoni che si scagliano contro di me come se fossi venuto lì quasi a dargli fastidio, come se fossi anche io un filo di quell'erba che loro sono abituati a prendere in un unico fascio, poi però incrociamo agenti più disponibili e cortesi, rispettosi della splendida anzianità, gentili nell'acoltare ma ugualmente dubbiosi (forse tediati?) nel procedere con la denuncia, fino a vedere esaudita la nostra richiesta. Attendo in quel piccolo spazio, assieme alle mie due anziane signore, un tempo indefinitivamente lungo (ma definibile temporalmente: quasi 2 ore) la stesura della denunzia, interrotta mille e mille volte (è possibile che il nostro disponibile carabiniere debba fare tutto da solo?) da telefonate, saluti a colleghi, consigli a marescialli dubbiosi sul fidarsi o meno di una concessionaria di auto, intervallate da mie profonde e attente valutazioni sulle crepe del muro, sulla scrivania da discarica messa lì chissà per quale motivo, sui criteri di valutazione per essere ammessi nell'Arma (se non fossero aggirati avremmo dei super agenti!!!), su come fumano molti di coloro che entrano ed escono, passando sotto il cartello "Non Fumare", sulla targa della cittadinanza "Alla Caserma dei RR. CC. di Secondigliano - anno 1930, VIII", sullo squallore non solo del posto, ma dell'aria che si respira, carica di carte burocratiche, di ipocrisia ignoranza e disperazione: un luogo senza uscita, un tubo, un imbuto dal quale si rischia di non uscire più.

Per nostra fortuna tutto questo ha avuto termine, mia zia ha smesso di lamentarsi a bassa voce, facendoci rischiare una notte in guardina, e la nostra compagnia barcollante si è avviata all'auto, parcheggiata per tutto il tempo in "Divieto di sosta e di fermata - Escluso Carabinieri", proprio di fronte alla caserma; l'auto anch'essa ormai barcollante, dotata di più toppe che optional di serie, ci ha accompagnati fino a casa, fungendo a volte da spala-spazzatura (nuovi dispositi tecnologici in funzione a Napoli), perchè in certe strade strette è d'obbligo passare sulla munnezza ammassata. Sotto casa, apro la porta a mia zia e l'aiuto a scendere: "Ai miei tempi non ci avrebbero trattato così, facendoci perdere tutto questo tempo". Ci credo zia, ci credo...

Postato da: errantestatico alle 14:56 |scrivimi un'email | link | commenti (1) |
napoli

lunedì, 17 dicembre 2007

Postato da: errantestatico alle 01:00 |scrivimi un'email | link | commenti (5) |

mercoledì, 12 dicembre 2007
Freddo addosso

Domani ho l'ultimo esame, eppure non riesco ad aprire il libro e riuscire ad assimilare qualche concetto che mi conduca alla salvezza; l'ultimo esame è qualcosa di mistico. Sopratutto se deve essere preparato in un giorno. Guardate questo, a me fa venire un brivido lungo la schiena, non mi chiedo il perchè, ma la risposta è dentro di me. E a voi?

Postato da: errantestatico alle 10:22 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |

martedì, 04 dicembre 2007
Per non dimenticare

Difficile restare insensibili di fronte ad immagini come queste. Facciamo in modo che arrivini ai nostri figli e quindi oltre la memoria di simili fatti.

Postato da: errantestatico alle 22:47 |scrivimi un'email | link | commenti (4) |