A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)
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Cari miei 25 lettori, ora sono tornato per un brevissimo break a casa. Non ho mai lavorato tanto come in questi giorni! Stanotte non ho dormito insieme ad un altro mio amico per cercare di completare i lavori nella casa di Ravello che stiamo aggiustando. Non ci siamo completamente riusciti, ma comunque stasera ci si torna e si iniziano i famosi "10 giorni ravellesi", quindi il mio prossimo ritorno sarà verso il 10!
Avrei tante cose da scrivere, ma il sonno mi attanaglia...non resisto e sono costretto a lasciarvi;ciao!
Festicciuola carina. Casa stupenda, posto rilassante, bella gente: tutti gli ingredienti al loro posto. Si è parlato un po' (argomento principale: università...
), abbiamo conosciuto il mitico Luciano, che ormai si è capito essere antipatico alla macchina fotografica, visto che dal vivo è un frescone; padre e madre di Pecchy - fan: amorevoli. Qualche ora a litigare con una futura madridista e poi tutti a casa, si fa per dire, perchè al ritorno mi sono perso tra Castellamare e Pompei. Ma questa è un'altra storia....
Andrea, perchè non sei venuto?
Finalmente mia madre è sbottata. Uno sbotto breve, ma potente. Modulato. Ragionato. Ah! Ora potrò cacare realmente senza stress...
Il seguente testo si riferisce al commento di perdentidirango al post "Cazzeggiare è vita... (?)"
Il pezzo che hai citato mi ha fatto pensare abbastanza, sopratutto quel "Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e profondità..."; richiama molto un piccolo racconto che per me ha un'importanza fondamentale: Knulp di Hermann Hesse. Quando lo lessi lo trovai molto ispiratore; lasciare tutto, superare i limiti del comune vivere, per ritrovare se stessi e virtù e sensazioni ormai perdute, ma che da sempre fanno parte di noi. Knulp vaga, osserva, è disponibile, fa amicizia e frequenta donne, ma non si ferma mai in un posto. E' in simbiosi con la natura (tanto da morire solo, in un bosco, durante una nevicata, se ben ricordo; comunque sereno ed appagato). Non si cruccia dell'altrui pensiero e preoccupazioni.
Quello che voglio dire è: siamo sicuri che interpretando e soddisfacendo determinati desideri che ci vengono imposti dal di fuori (genitori e società) facciamo realmente quello che vogliamo? Vi siete mai chiesti se noi realmente abbiamo deciso in autonomia personale di andare all'università? A mio parere, noi morirero, fra mille anni, magari soddisfacendo tutto ciò che ci viene richiesto, ma senza aver conosciuto l'essenza della vita e il suo fascino neanche per un secondo.
Leggete Knulp.
Vicino al muro della mia camera, a Napoli, fra la miriade di oggetti e scritte che vi si possono trovare, c'è una gigantografia di un capo indiano o, più correttamente, pellerossa. Ricordo che sono riuscito non so come a scoprire che è addirittura Toro Seduto, capo rispettato dei Lakota (nazione Sioux).Ora non voglio passare per un pedante maniaco dei nativi americani, ma dovreste guardarlo negli occhi. Io, personalmente, non ce la faccio. Sembra che emani dignità e rispetto da ogni singolo pixel dell'immagine. O da ogni poro della sua pelle, fate voi. Da un po' di tempo a questa parte, sta assumendo sempre più il ruolo di mentore per me: se mi sembra di stare sbagliando tutto, lo guardo e lui mi guarda con aria bonaria, o con piglio severo; alle volte, però, anche quando do la più completa dimostrazione di inettitudine, sembra che mi ammicchi, quasi come un padre accondiscendente e saggio, che sa cosa significhi avere 20 anni, che conosce la necessità dell'errore in gioventù, per poi difendersene in futuro. Lo adoro!
E non sono fatto a canne, eh!
L'esame di Filosofia della scienza se ne va a puttane. Queste devono essere o molto economiche o molto brave, visto che da loro ci sarà ormai un assembramento di miei esami...
La faccia di mia madre si corruga in maniera direttamente proporzionale al numero di giorni da me buttati; sto aspettando la classica ramanzina da un momento all'altro. Oggi ho sentito tre persone dell'uni, e tutte e tre mi hanno detto che stanno studiando. Chi più, chi meno. Ora vorrei sapere: ma sono solo io che non riesco a dedicare il 60/70 % della mia vita attuale allo studio? Come ci si può mettere anima e corpo sui libri, quando magari ti arriva una telefonata : "ci sono queste due tipe qua che...." ? Mi sto facendo l'idea che magari sono loro che non hanno un cazzo da fare, o forse non amano il cazzeggio quanto me. Cazzeggiare è vita, tutto il resto è solo una palla. Non fraintendetemi, la cultura, lo studio sono importanti ed indispensabili, ma in modo relativo e sopratutto bisogna saperli inquadrare in un contesto decente. Se non vivi, non fai esperienze, non sei nessuno. Puoi pure sapere scrivere, ma il tuo testo è vuoto. Cosa comunichi? Cari miei amici universitari, vivete e studiate, provate, amate, buttatevi nelle cose; non ragionate solo con l'ottica del decadente, come direbbe il Gargano.
Stressarsi per lo studio è una delle cose che più odio. Posso capire che si ha paura dell'esame, ma no che ti fai il sangue amaro e partorisci mucche solo per un cazzo di fottutissimo voto!!! E' molto limitante.
Ieri sera Fabrizio ed io ci siamo dati da fare in costiera (prima amalfitana e poi sorrentina); siamo usciti con due lettoni alle quali mercoledì dovrò preparare una cena (a base di spaghetti con i pomodori, ovviamente). Questo a Ravello. Dopo ci siamo fatti tutta la costiera fino a Sorrento, ed ogni paese che incontravamo doveva subire la nostra posteggia. Non è che sia andata da favola, avevamo già messo i piselli in disarmo, quando a Sorrento acchiappiamo tre australiane; una di queste era un mammuth dalle fattezze asiatiche. Il resto della nottata l'abbiamo passato cercando un burrone adatto dove farla scomparire. Non ci siamo riusciti...
Costo della serata : 64 euro in due...:-( , ma ne valeva la pena, se non altro per dare sfoggio del nostro perfetto inglese maccheronico
Ho aperto questo blog senza avere nulla da scrivere. Chissà forse per ammazzare il tempo. Alle volte ho l'impressione di averne tantissimo che non so come riempire, altre volte di averne troppo poco.Preferisco di gran lunga le seconde.