errantestatico

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
martedì, 10 aprile 2007

Starei ore qui ad interrogarmi se ho fatto bene o male; è l'eterno ed immancabile dubbio che perseguita tutti noi. Certo è tardi, devo andare a letto, ed ho voglia di baciare. Ora, voglio sentire le labbra umide di un profumo, di capelli morbidi, di pelle soffice: di due occhi grandi e teneri. Dell'affetto di un paio di mani che scorrono tra le mie dita nervose, sempre vergini ad un sentimento arrembante. Il tocco di una voce sulla mia nuca; quel fruscio di capelli e carne, quell'aggrovigliarsi incessante di corpi in un tutt'uno. L'amabile mistero della passione: c'è sempre amore in tutto ciò. Io ho amato, amato, amato. Io amo e non dimentico. Ho voglia di abbracciare un amico; di sentire la fratellanza scorrermi nel sangue, lungo il mio braccio appoggiato alle sue spalle; di sentirmi appagato nella sua felicità; di vederlo sorridere alla sua donna. Ho voglia di  sentirmi dire "ciao", ma con un filo arrogante di allegria. Ho sopratutto voglia di Te, ora, fra un'ora, fra dieci anni: ti voglio con me, al mio fianco, voglio sedermi con Te su un prato e cantare. Oppure guardare: il cielo è così bello! Ho voglia. E non dimentico. Come potrei mai? Io ho amato, amato, amato... ed ora sono qui, ed amo ancora, e la mia vita scorre così, ed io non riesco a fermarla. Ma si, guardo il cielo. Ti penso; e socchiudo gli occhi.

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lunedì, 09 aprile 2007

Note insinuanti e fumetti: armonia! Basta accendere uno stereo e la giornata, i pensieri, il mondo cambiano: è incredibile l'effetto che ha una canzone avvolgente su di noi. Poco importa chi sia il cantante, se è musica d'autore, se è musica da spiaggia, l'importante è che sia la tua musica in quel momento, che ti appartenga e che ti renda conto di essere l'unico (in quell'attimo) ad usufruirne in quel modo. Forse l'unico, in quell'infinitesimo secondo, a comprenderla realmente. Forse lei (permettetemi di darle un'anima), in quel pezzetto di fotogramma della tua vita, è la sola a dirti parole amiche ed idonee a quello che stai passando, a quello che ti passa per la mente. Altre, magari dette con le migliori intenzioni, ti risultano estranee, possono anche (e lo fanno spesso) infastidirti, o lasciarti indifferente. Eppure basta stare un attimo da soli e premere il tasto "play", per ritrovarsi, o - meglio? - per sfogarsi; ma forse non conta essere in bilico tra due parole che, in realtà, sono frequentemente sinonimi.

Postato da: errantestatico alle 19:01 |scrivimi un'email | link | commenti |