errantestatico

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
sabato, 26 gennaio 2008
Vicoli

Sfondo: vicolo stretto (macchine parcheggiate su un lato); attori: donne a piedi, buste della spesa, bimbi in motorino, macchine in controsenso. Luce: Sole delle 16:15, a picco negli occhi. Si alza il sipario e non vedo nulla, dalla luce intensa, che colpisce in pieno il ciottolato della strada, escono figure ectoplasmatiche, anime vaganti con i bordi sfumati o sfumanti. Alcune sono belle, meritano. Altre no. Eppure sono queste ultime che sembrano la maggioranza. La fanno da padrone. Ma tanto io vado via. Addio fantasmi. Addio anima mia. Addio me stesso. Vado via: ora, domani, un giorno. Chissà. Ma non spero più, ho smesso; godiamoci questa nostra unica vita, non perdiamo tempo in speranza ed illusioni (Spes ultima dea; risate amare); andiamo, prendiamo baracca e burattini, prendiamo gli spaghetti ed il mandolino, Pulcinella, ed andiamo via: andiamo là dove ci stereotipizzano odiandoci, dove poi non sono tutti così malvagi; andiamo là dove il bus passa alle 18:15 spaccando il secondo. Portiamo tutto con noi e andiamo: ah, dimenticavo. Il Sole. No. Quello resta qui.

Postato da: errantestatico alle 16:46 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli

martedì, 15 gennaio 2008
Milan - Napoli:5-2...

Non sono per niente d'accordo su tutto il casino che sta accadendo o, per meglio dire, montando ad arte per la visita del Papa alla Sapienza: per dirla alla francese, la vedo una grande stronzata. I 67 professori "NO VAT", redattori della lettera in cui esprimono il loro disaccordo per la venuta del Papa, sono stati ben chiari: il loro disappunto è dovuto all'infelice invito del rettore, che gradirebbe la presenza del Santo Padre all'inaugurazione dell'anno accademico; ciò comporterebbe, sempre secondo i 67 docenti, una inappropriata presenza religiosa, in un contesto accademico dove la laicità dell'insegnamento e della ricerca ne sono la ricchezza (o almeno così dovrebbe essere). Non ci sarebbe alcun problema se il Papa decidesse di venire in un'altra data, nel nome di quella stupenda ricchezza umana che è il dialogo ed il confronto, anche con individui diametralmente opposti a noi, per ideologie e certezze. Di tutto ciò, di questo dissendo civile, ben strutturato ed informato, nell'esposizione mediatica non è rimasto nulla: quivi da un lato troviamo gli "anticlericali", mangiapreti comunisti in combutta con giovani miei colleghi universitari, desiderosi di dimostrare di avere sempre ragione, mai persi in un dubbio, certi di sbandierare la bandiera della verità; dall'altro gli ipocriti, per politica o per fede, difensori del trinomio Dio, Patria, Famiglia, assertori dell'unica società giusta possibile. Ci saranno vincitori? Si, beoti bambini ideologicizzati.

A Milano mi sono trovato molto bene, l'ho vista con una persona per me speciale e con un amico "ritrovato": i milanesi si sono rivelati più simpatici di come mi aspettassi, e anche la ciucetto!!!città mi è piaciuta (laddove mi aspettavo di trovare solo musi lunghi e palazzoni... ah, stupidi stereotipi che ci ostacolano); allo stadio eravamo in un settore milanista, come molti altri napoletani, e si è dato vita ad un bellissimo spettacolo, solo per colpa di pochi belluini individui (da un lato e dall'altro) sporcato in qualche occasione (alcuni insulti sentiti però in quei momenti mi hanno toccato a fondo): ciò è stato possibile grazie alla civiltà dei milanesi, che hanno "permesso" un'invasione napoletana, ed alla nostra esuberanza, alla nostra capacità di stupire e di sovvertire le regole accettate da tutti: siamo un grande popolo, dobbiamo solo ricordarcene.   E spero che ciò accada non oltre i prossimi cinquant'anni.

Dove ci sono certezze, là c’è la dittatura. Dove ci sono dubbi, là c’è la libertà.

Postato da: errantestatico alle 17:58 |scrivimi un'email | link | commenti (4) |
sport, calcio, cronaca

venerdì, 11 gennaio 2008
Cuore nero

Ho passato un bel po' del mio tempo della giornata di ieri alla caserma dei carabinieri di Secondigliano, poichè una mia cara zia (92 anni) doveva fare una denuncia per furto; in realtà ci sono tornato ben 3 volte, per pigrizia dei solerti carabinieri o per mancanze nostre. In più mettiamoci il tempo che ci ho messo a trovarla, in quelle viuzze strette e ammassate alle spalle del Corso, con persone che sembrano più impegnate a creare confusione in strada, rendendo difficile il procedere, che a fare altro.

Il "presidio" dello stato nella zona consiste in una palazzina non molto alta, di colore giallo spento - sporco, con una minuscola targa "Carabinieri" sul davanti: una palazzina prefabbricata del tutto identica ad un'altra sita al suo fianco, adibita ad uso abitativo. Ci facciamo largo tra una montagna di rifiuti (una nuova sfida per coraggiosi e mascherina-muniti alpinisti!), richiamando in me tutto le mie super forze da Hulk riesco ad aprire la pesantissima porta blindata, ed entriamo in questo fetido e squallido edificio, senza ascensore, con le mura decadenti e nulla che faccia intendere di trovarsi in un posto di polizia, nell'anno 2008, in uno stato industrializzato moderno e per di più occidentale (in senso aggettivale, non geografico): incontriamo piantoni scocciati ed arroganti (mi trattengo dal finire in galera per offesa a pubblico ufficiale, ma c'è mancato poco), che non hanno educazione neanche nei confronti di persone anziane e malferme, che con tremolante ma tanto dignitosa forza hanno salito le scale fino agli uffici del primo piano; piantoni che si scagliano contro di me come se fossi venuto lì quasi a dargli fastidio, come se fossi anche io un filo di quell'erba che loro sono abituati a prendere in un unico fascio, poi però incrociamo agenti più disponibili e cortesi, rispettosi della splendida anzianità, gentili nell'acoltare ma ugualmente dubbiosi (forse tediati?) nel procedere con la denuncia, fino a vedere esaudita la nostra richiesta. Attendo in quel piccolo spazio, assieme alle mie due anziane signore, un tempo indefinitivamente lungo (ma definibile temporalmente: quasi 2 ore) la stesura della denunzia, interrotta mille e mille volte (è possibile che il nostro disponibile carabiniere debba fare tutto da solo?) da telefonate, saluti a colleghi, consigli a marescialli dubbiosi sul fidarsi o meno di una concessionaria di auto, intervallate da mie profonde e attente valutazioni sulle crepe del muro, sulla scrivania da discarica messa lì chissà per quale motivo, sui criteri di valutazione per essere ammessi nell'Arma (se non fossero aggirati avremmo dei super agenti!!!), su come fumano molti di coloro che entrano ed escono, passando sotto il cartello "Non Fumare", sulla targa della cittadinanza "Alla Caserma dei RR. CC. di Secondigliano - anno 1930, VIII", sullo squallore non solo del posto, ma dell'aria che si respira, carica di carte burocratiche, di ipocrisia ignoranza e disperazione: un luogo senza uscita, un tubo, un imbuto dal quale si rischia di non uscire più.

Per nostra fortuna tutto questo ha avuto termine, mia zia ha smesso di lamentarsi a bassa voce, facendoci rischiare una notte in guardina, e la nostra compagnia barcollante si è avviata all'auto, parcheggiata per tutto il tempo in "Divieto di sosta e di fermata - Escluso Carabinieri", proprio di fronte alla caserma; l'auto anch'essa ormai barcollante, dotata di più toppe che optional di serie, ci ha accompagnati fino a casa, fungendo a volte da spala-spazzatura (nuovi dispositi tecnologici in funzione a Napoli), perchè in certe strade strette è d'obbligo passare sulla munnezza ammassata. Sotto casa, apro la porta a mia zia e l'aiuto a scendere: "Ai miei tempi non ci avrebbero trattato così, facendoci perdere tutto questo tempo". Ci credo zia, ci credo...

Postato da: errantestatico alle 14:56 |scrivimi un'email | link | commenti (1) |
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