errantestatico

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
martedì, 02 dicembre 2008

Una volta c'era un maggiore rapporto di amicizia tra me e la tastiera, la guardavo e mi perdevo tra le lettere, fissandola con maggiore intensità e sfocando la visuale cominciavo a vedere le stesse fluttuare e mescolarsi tra loro come molecole impazzite di un qualche fluido; ora le guardo e noto che sono diventate pigre, addirittura obese, hanno movimenti lenti e molta riluttanza anche solo a spostarsi sul tasto adiacente. E non parliamo se poi devono combinarsi in un qualche aggregato dotato di significato! Possono passare le ore mentre si riesca a trovare un ordine convenzionale e nel frattempo si fanno beffe di me, mi lanciano insulti, mi indicano come si fa con una scimmia in gabbia allo zoo e riesco a cavarmela solo mostrandomi sornione, ma la situazione si fa ogni volta più critica. Alcune di esse sono poi stranamente aggressive, come se avessero un particolare conto aperto nei miei confronti: dal canto mio non riesco proprio a ricordare cosa possa essere successo tra noi, ma ciò mi crea molto disappunto. Avete mai provato a sostenere lo sguardo di una "D", incazzatissima per chissà quale motivo? O ad osservare una "T" minacciosa che avanza  ondeggiando verso di voi? Per non parlare dell'arroganza "uappesca" della "G", che ama farsi spazio con le sue forme possenti non badando minimamente alle sue compagne di posto e diffondendo confusione tra le "I, A, N", che di natura sono emozionalmente più sensibili delle altre. E' una situazione seccante alla quale bisognerà trovare un rimedio, pena la perdita della mia capacità comunicativa; la ribellione dei segni può portare conseguenze seccanti per un mondo autoreferenziante come il nostro, dove si esiste se si comunica, e simili tendenze alla disobbedienza portano nelle loro forme più drastiche all'afasia che, di fatto, decreta la scomparsa dell'Io.

Postato da: errantestatico alle 05:24 |scrivimi un'email | link | commenti (2) |