errantestatico

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sè. Accade lo stesso anche per me. Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo. Ieri pensavo: "O eri folle prima, o lo sei adesso" (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

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Ogni lunedì alle 14:00 Marco Travaglio parlerà in diretta streaming sul sito di Beppe Grillo (e su qualunque sito volesse trasmetterlo). Cliccate sul banner dell'iniziativa per sapere come contribuire alla sua diffusione o semplicemente per ascoltare l'ultimo intervento del giornalista.

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"Dopo alcune settimane mi iscrissi all'università H. Non ebbi che delusioni. Le lezioni di storia della filosofia erano scialbe e prodotte in serie come la vita dei giovani studenti. Tutto seguiva uno stampo, l'uno agiva come l'altro, e l'allegria accaldata sulle guance giovanili era vuota in modo sconfortante e pareva roba prefabbricata. Io invece ero libero, avevo tutta la giornata per me, abitavo tra vecchie mura alla periferia e avevo sulla tavola alcuni volumi di Nietzsche. Con lui vivevo, sentivo la sua solitudine, intuivo il destino che lo spingeva senza posa, soffrivo insieme a lui ed ero contento che uno avesse fatto la sua strada così inesorabilmente"

Hermann Hesse, Demian

Il Berluscounter! Cioè un modo come un altro per quantificare l'antiberlusconesimo in Italia

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non mi posso lamentare, finora mi sono venuti a trovare *loading* amici. A dire la verità, la metà delle volte ero io...





 
domenica, 18 maggio 2008
Bentornato Ventennio!

Sono esterrefatto da quello che accade in Italia; il torto assume valore positivo, si trasmuta e diventa giusto. L'ordine canonico del bene e del male sembra sovvertirsi, il Paese diventa una calderola fumante di ingredienti da stati sudamericani degli anni '70, nazioni europee degli anni '30 e intuizioni di orwelliana memoria. Napoli preda dei ratti, situazione palesemente irresolvibile, Camorra padrona che uccide impreditori coraggiosi o ne incendia le fabbriche. Stampa, TV... informazione inesistente! Proni al potere, leccaculi come si pensava non potesse più accadere. Sono avvilito, in questo mio nido asettico, dove neanche la più piccola scoria della malsana informazione italiana puo' entrare, dove non esiste TV, nè qualsiasi telegiornale riottaro, dove l'anestetico mediatico è ridotto al minimo se non inesistente, leggo con interesse le notizie dall'Italia, cerco fonti attendibili o quantomeno oggettive, cerco giornali esteri: non vi è da nessuna parte neanche il più piccolo spiraglio di luce per la nostra nazione. Ho paura per quel che puo' accadere, siamo diventati da un giorno all'altro paese xenofobo, il diverso e lo straniero sono banditi ufficialmente; si va a caccia dei Rom, si picchiano i giovani "diversi", si fa il saluto fascista per le strade. Il marcio sale a galla e diventa costume, la verità è relegata a vocabolo desueto, dal significato facile a libere interpretazioni; i mafiosi sono diventati eroi, la Resistenza è da rivalutare e il sentire comune è orientato da Amici di Maria De Filippi. Troppe tette, troppa coca, troppo nulla quello che è entrato nelle nostre case. Tanga, stupri di adolescenti, D&G, fotografi, alcool, SUV neri famelici, forza del branco, gel ed estetisti, velocità, silicone, palestra, pubblicità, soldi, impiego fisso, legge 194, preti pedofili... apnea! Bentornata dittatura, bentornato soffice lieve caro senso di torpore; ora finalmente siamo più sicuri, il pericolo è bandito dalle nostre strade, ora possiamo finalmente liberare le nostre voci gridando a tutto il mondo la nostra potenza, scoprendo i nostri petti villosi, marciando uniti e compatti in un mondo monocolore, tutto bianco, mai nero o grigio, libero dalle umane feccie appestanti e deboli, schiacciando tutti col nostro "orgoglio fascista", contradictio in terminis degli ultimi, degli abietti, triste souvenir rispolverato impunemente. Quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Postato da: errantestatico alle 19:23 |scrivimi un'email | link | commenti (8) |
cronaca, napoli, erasmus

venerdì, 14 marzo 2008

Se qualcuno se l'è persa, ecco la puntata di Report che tratta dell'inquinamento del suolo in Campania:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E64834,00.html

Stanotte invece di dormire come un deficiente mi sono messo a leggere la storia di Napoli e di Nizza (grazie Wikipedia!), oltre a vedere il suddetto filmato. Che dire, è stata una cazzata, ho fatto tardi un po' inutilmente, però ho ribadito come la mia città abbia una storia da far paura, da vera capitale, mentre la città dove mi trovo in questo senso ne perde di punti. E' bello ogni tanto ricordarsi quante potenzialità (ancora non espresse del tutto, anzi...) abbia il posto dove si è nati. Ciao Napoli, a presto!

Postato da: errantestatico alle 23:53 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli, erasmus

sabato, 26 gennaio 2008
Vicoli

Sfondo: vicolo stretto (macchine parcheggiate su un lato); attori: donne a piedi, buste della spesa, bimbi in motorino, macchine in controsenso. Luce: Sole delle 16:15, a picco negli occhi. Si alza il sipario e non vedo nulla, dalla luce intensa, che colpisce in pieno il ciottolato della strada, escono figure ectoplasmatiche, anime vaganti con i bordi sfumati o sfumanti. Alcune sono belle, meritano. Altre no. Eppure sono queste ultime che sembrano la maggioranza. La fanno da padrone. Ma tanto io vado via. Addio fantasmi. Addio anima mia. Addio me stesso. Vado via: ora, domani, un giorno. Chissà. Ma non spero più, ho smesso; godiamoci questa nostra unica vita, non perdiamo tempo in speranza ed illusioni (Spes ultima dea; risate amare); andiamo, prendiamo baracca e burattini, prendiamo gli spaghetti ed il mandolino, Pulcinella, ed andiamo via: andiamo là dove ci stereotipizzano odiandoci, dove poi non sono tutti così malvagi; andiamo là dove il bus passa alle 18:15 spaccando il secondo. Portiamo tutto con noi e andiamo: ah, dimenticavo. Il Sole. No. Quello resta qui.

Postato da: errantestatico alle 16:46 |scrivimi un'email | link | commenti (3) |
napoli

venerdì, 11 gennaio 2008
Cuore nero

Ho passato un bel po' del mio tempo della giornata di ieri alla caserma dei carabinieri di Secondigliano, poichè una mia cara zia (92 anni) doveva fare una denuncia per furto; in realtà ci sono tornato ben 3 volte, per pigrizia dei solerti carabinieri o per mancanze nostre. In più mettiamoci il tempo che ci ho messo a trovarla, in quelle viuzze strette e ammassate alle spalle del Corso, con persone che sembrano più impegnate a creare confusione in strada, rendendo difficile il procedere, che a fare altro.

Il "presidio" dello stato nella zona consiste in una palazzina non molto alta, di colore giallo spento - sporco, con una minuscola targa "Carabinieri" sul davanti: una palazzina prefabbricata del tutto identica ad un'altra sita al suo fianco, adibita ad uso abitativo. Ci facciamo largo tra una montagna di rifiuti (una nuova sfida per coraggiosi e mascherina-muniti alpinisti!), richiamando in me tutto le mie super forze da Hulk riesco ad aprire la pesantissima porta blindata, ed entriamo in questo fetido e squallido edificio, senza ascensore, con le mura decadenti e nulla che faccia intendere di trovarsi in un posto di polizia, nell'anno 2008, in uno stato industrializzato moderno e per di più occidentale (in senso aggettivale, non geografico): incontriamo piantoni scocciati ed arroganti (mi trattengo dal finire in galera per offesa a pubblico ufficiale, ma c'è mancato poco), che non hanno educazione neanche nei confronti di persone anziane e malferme, che con tremolante ma tanto dignitosa forza hanno salito le scale fino agli uffici del primo piano; piantoni che si scagliano contro di me come se fossi venuto lì quasi a dargli fastidio, come se fossi anche io un filo di quell'erba che loro sono abituati a prendere in un unico fascio, poi però incrociamo agenti più disponibili e cortesi, rispettosi della splendida anzianità, gentili nell'acoltare ma ugualmente dubbiosi (forse tediati?) nel procedere con la denuncia, fino a vedere esaudita la nostra richiesta. Attendo in quel piccolo spazio, assieme alle mie due anziane signore, un tempo indefinitivamente lungo (ma definibile temporalmente: quasi 2 ore) la stesura della denunzia, interrotta mille e mille volte (è possibile che il nostro disponibile carabiniere debba fare tutto da solo?) da telefonate, saluti a colleghi, consigli a marescialli dubbiosi sul fidarsi o meno di una concessionaria di auto, intervallate da mie profonde e attente valutazioni sulle crepe del muro, sulla scrivania da discarica messa lì chissà per quale motivo, sui criteri di valutazione per essere ammessi nell'Arma (se non fossero aggirati avremmo dei super agenti!!!), su come fumano molti di coloro che entrano ed escono, passando sotto il cartello "Non Fumare", sulla targa della cittadinanza "Alla Caserma dei RR. CC. di Secondigliano - anno 1930, VIII", sullo squallore non solo del posto, ma dell'aria che si respira, carica di carte burocratiche, di ipocrisia ignoranza e disperazione: un luogo senza uscita, un tubo, un imbuto dal quale si rischia di non uscire più.

Per nostra fortuna tutto questo ha avuto termine, mia zia ha smesso di lamentarsi a bassa voce, facendoci rischiare una notte in guardina, e la nostra compagnia barcollante si è avviata all'auto, parcheggiata per tutto il tempo in "Divieto di sosta e di fermata - Escluso Carabinieri", proprio di fronte alla caserma; l'auto anch'essa ormai barcollante, dotata di più toppe che optional di serie, ci ha accompagnati fino a casa, fungendo a volte da spala-spazzatura (nuovi dispositi tecnologici in funzione a Napoli), perchè in certe strade strette è d'obbligo passare sulla munnezza ammassata. Sotto casa, apro la porta a mia zia e l'aiuto a scendere: "Ai miei tempi non ci avrebbero trattato così, facendoci perdere tutto questo tempo". Ci credo zia, ci credo...

Postato da: errantestatico alle 14:56 |scrivimi un'email | link | commenti (1) |
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venerdì, 09 novembre 2007
Addio mia bella Napoli - Ho voglia

Ho letto un po' in giro nella blogosfera, quella dei miei amici, non ho interesse in quella degli altri, e mi sono reso conto di come negli ultimi posts si ritrovino riferimenti alla camorra, al sud, alla spazzatura (tossica e meno tossica) che ci ha sommerso, sommerge e ci sommergerà: conscio del fatto che probabilmente avremo tutti visto l'intervista di Saviano a Che tempo che fa di domenica, anch'io seguo "la massa", continuando questo rigurgito di bile che nessuno di noi ha mai potuto facilmente dissimulare. Come tutti sapete, io sono sempre stato uno dei più grandi ottimisti sulla razza umana, sul suo sviluppo, sulle possibilità di migliorie in tutto ciò che ci circonda, ma ultimamente, scontrandomi sempre più col mondo stressato degli "adulti", non lo sono più. Comincio ad essere conscio che io, per estrazione sociale, per aspirazioni, per incorrutibili (questo me lo autoriconosco, scusatemi l'arroganza) ideali, per desiderio palese di condurre una vita normale, dovrò abbandonare la mia terra, lasciando dietro di me una scia di dispiacere, e l'ombra visibile del tradimento. Della fuga dal nemico.

Ho voglia di abbandonare il mio continuo stare all'erta, che ormai è così connaturato in me da sembrarmi null'altro che una particolare, e del tutto naturale, funzione del mio cervello; ho voglia della facoltà di poter almeno vagliare, nell'acquisto di un'auto nuova, quelle di ultima uscita e non di doverle escludere a priori; ho voglia di non passare tutta la trafila volantinaggio-cameriere-callcenter (ovviamente in nero e per pochi spiccioli a giornata) per poi ritrovarmi con la laurea ed un contratto a tempo determinato della durata di alcuni mesi, perennemente da rinnovare; ho voglia che non debba esser preoccupato per mio fratello se esce con la macchina (è decisamente nervosetto alla guida); ho voglia di poter farmi sempre gli affari degli altri, scrutare le zone d'ombra, annotare i movimenti sospetti e denunciare ogni minima nefandezza, senza la pressione dell'antico adagio "Chi si fa gli affari suoi, campa cent'anni" (sempre vero, purtroppo)... ho voglia, voglia, voglia, che il mondo che mi circonda si metta a girare all'incontrario, che il pianeta si decida una buona volta a sovvertire le sue regole naturali cosicchè, nell'a-naturale movimento, si possa ristabilire un giusto verso alle cose (paradosso emblematico).

Avrei voglia (meglio il condizionale - modo delle possibilità - ad un indicativo fragile nelle sue certezze) di non dover andare fuori, scegliere una soluzione così anacronistica, quasi ridicola, quasi impronunciabile per la sua assurdità, eppure così reale: emigrare. Come ad inizio secolo ed anche prima. Ho voglia si. Ma le valigie già sono pronte, e con loro non  il mio cuore.

Postato da: errantestatico alle 18:26 |scrivimi un'email | link | commenti (1) |
napoli

domenica, 30 ottobre 2005
Notte Bianca

Due milioni di persone per le strade di Napoli sono un bel po' di confusione, non trovate? Ieri mi sembrava di essere capitato in una delle grandi capitali europee, dove la notte è anche più viva del giorno. Metropolitana e mezzi di trasporto affollati all'inverosimile, gente di tutti i ceti sociali e di tutte le età a divertirsi insieme. Se leggerete da qualche parte di disordini o di episodi di crimilità tenete bene a mente una cosa: e cioè che chi state leggendo è uno stronzo. Perchè dare risalto a qualcosa di negativo (che anche se c'è stato - io non ho visto nulla - è risultato molto più che marginale) in una serata così bella vuol dire proprio giocare sporco (discorso a parte per i trasporti che effettivamente erano inadeguati; ma dopotutto era la prima volta, si imparerà).

Ce n'è stato per tutti i gusti; io mi sono soffermato a Piazza Dante, dove c'erano artisti del Cirque du Soleil e poi è toccato a Beppe Grillo: semplicemente grandioso! Anche se non è stato nè uno spettacolo comico nè satirico ma di diretta denuncia politica. Dopo ho girovagato per tutta la notte nel centro storico, seguendo i vari spettacoli allestiti qua e là e ballando come un pazzo dietro bande di tamburi che percorrevano avanti e indietro tutta la zona.

Nota più grottesca che malinconica è stato il fatto che, dopo aver sentito in questi giorni vari amici, ed essere convinto di aver ormai riunito più di un gruppo, mi sono ritrovato a passare buona parte della notte... da solo! E questo perchè, come un fesso (anch'io evidentemente disorganizzato), ero rimasto quasi con tutti d'accordo che mi sarei sentito telefonicamente, cosa impossibile, visto che tutte le linee erano intasate. Ma, fra una birra e l'altra, e la mischia selvaggia del ballo tribale si sono fatte presto le 3:40, ora in cui sono finalmente riuscito ad incontrarmi con una mia amica ed il suo gruppetto. Eppure questa solitudine forzata, irreale in una serata del genere, mi ha fatto un grande regalo, e cioè quello di rafforzarmi ancora di più in una mia convinzione: quella per cui, se spesso parliamo delle persone di Napoli (ma questo succede un po' in tutto il mondo) come di un gruppo eterogeneo, formato da tante categorie distinte (i "cafoni", gli "alternativi", i "vomeresi" e così via), non è perchè siamo lontani, ma perchè non raggiungiamo mai un punto di contatto. Ieri, con quella musica di tamburi ritmica e trascinante, quel punto si è individuato e non mi sono stupito di trovarmi abbracciato a divertirmi con persone che difficilmente si può credere così vicine.

 

Postato da: errantestatico alle 18:59 |scrivimi un'email | link | commenti (7) |
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venerdì, 28 ottobre 2005
I ragazzi dello zoo di Scampia

Titolo veramente autorevole quello del servizio di stasera di "Tv7"; immancabilmente ha catturato la mia attenzione. Mi aspettavo la solita carrellata di motivi triti e ritriti, invece è stato un esempio di giornalismo d'elitè. L'intervistatrice si è avventurata nel cuore della 167, rivolgendo domande a bambini, tutt'altro che predisposti a rispondere, con un piglio ed una decisione ammirevoli (poi non si è mai scaduti nel folkloristico che tanto mi è ostico); allo stesso modo ha rivolto domande umanamente e sociologicamente interessanti ai drogati che vivono accampati fra i palazzoni della zona (perchè qui costa meno qualsiasi tipo di stupefacente), senza mai cedere ad uno scontato pietismo. Se si lavorasse sempre così nei mezzi di informazione, ci si farebbe un quadro della "situazione - Napoli" molto più rispondente al vero, ma chissà se mai ci arriveremo.

Postato da: errantestatico alle 23:49 |scrivimi un'email | link | commenti (4) |
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lunedì, 27 giugno 2005
O2

"Se ne dicono tante su Napoli e sui napoletani e sono commenti negativi, amari, basati spesso su preconcetti, sul sentito dire. I telegiornali mostrano immagini dei quartieri più degradati mandando un messaggio molto forte: Napoli è sporca, i napoletani sono camorristi, ogni giorno ci sono i disagi. Io stessa giudicavo così, senza conoscere, poco più di un anno fa, diversamente da quello che penso oggi. E' incredibile come in breve tempo si possa cambiare radicalmente opinione: un giorno ho preso un treno e, forse per inseguire un sogno come capita a vent'anni, ho deciso di passare un mese proprio in quella città che tutti, tanti, troppi criticano per sentito dire. E ho aperto gli occhi. Ho conosciuto il valore di un sorriso vero, di un abbraccio sincero, di una parola detta col cuore; sono stata invitata a pranzo alle 3 del pomeriggio solo per il piacere di stare insieme, ho pianto per paura di perdere affetti a cui non ero preparata. Nessuno mi aveva mai descritto le cose belle che ho visto. Napoli non è solo camorra, disagio, disoccupazione, malavita e criminalità; è piena di mille contraddizioni ma è magica, viva, fa sentire vivi e per questo è meravigliosa. Ho capito che le cose belle bisogna difenderle per migliorarle e non lasciarle andare come spesso vedo fare. " Erica Sarno - Bergamo

(Dalla rubrica delle lettere de Il Mattino 27/06/05)

Ok, sarò non di parte ma peggio, ma ogni tanto leggere descrizioni del genere, fatte da persone lontane per nascita e per stile di vita, mi fa respirare un po' di ossigeno, laddove anch'io sempre più spesso tendo ad annaspare.

Postato da: errantestatico alle 12:17 |scrivimi un'email | link | commenti (5) |
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venerdì, 29 aprile 2005
Meritiamo di più

Che bel titolo che hanno scelto quelli di Primo Piano per un bel servizio su Napoli; è un po' la solita storia del giornalista che viene a fotografare gli animali nel loro habitat naturale, ma qui il tutto è stato dipinto a tinte più forti e con intervistati all'altezza: per intenderci,  non si è chiesto alla "vasciajola" come risolvere i problemi di Napoli. Vari scorci di Scampia, in cui si è dato finalmente voce alla parte per bene, la maggioranza, della zona: la famiglia di un avvocato, bambini che vanno a scuola (almeno un po', da come hanno parlato), alcuni attori che hanno recitato nel film "Vento di terra", che appunto trattava della situazione nel quartiere e simili. Se son convinto che questi servizi abbiano come fine sopratutto quello di mostrare il disagio sociale come intrattenimento per gli spettatori, d'altra parte credo che senza l'aiuto dei media qui le cose non cambierebbero mai, perchè da nessun'altra parte giungono spinte sistematrici: nè dai napoletani stessi, troppo avvezzi a lasciar correre e all'idea che è inutile sforzarsi che tanto nulla cambierà, nè dallo Stato, eterno assente in questa città. E' la prima volta che ritrovo la realtà di Napoli, come la vedo io, in un servizio TV, eppure ne sono stati fatti tanti; effettivamente RaiTre è un mondo a parte.

Postato da: errantestatico alle 23:14 |scrivimi un'email | link | commenti (21) |
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domenica, 20 marzo 2005

Sabato, verso le due di notte. C'è folla nei vicoli del centro, i ragazzi si divertono. Passa il gruppo sui motorini; scintille. La rissa sembra sfiorata, ma è un'illusione : incomincia un fitto lancio di bottiglie contro le persone. Tutti restano increduli da quell'esplosione improvvisa di violenza indiscriminata, ma la fuga nei bar è immediata. La gente si accalca e non crede a quello che succede, così, senza un motivo. Eppure alcuni ragazzi sono colpiti, ed uno di loro perde sangue a zampilli dalla testa. Nella calca, il bancone del bar si sporca di sangue : io sono indifferente, ma provo tanta, tanta tristezza e poca rabbia. Mi aggrappo alle mie convinzioni sul genere umano, ma è più difficile di tante altre volte. Non avevano neanche vent'anni!

Siete furenti con il mondo e con voi stessi, non avete futuro, andate in giro come anime in pena senza coscienza e senza amore eppure siete capaci di rovesciare addosso agli incolpevoli che vi si trovano intorno dubbi ed incertezze, paure, voglia di scappar via. Avete fatto piangere lacrime di amarezza ad una leggera ragazza che non ama altro che ballare e parlare con i suoi amici; cercate di avere un' essenza mostrandovi forti, ma lo sentite dentro di voi (capirlo non potete, ma la sensazione la percepite) che il mondo non vi appartiene e la vita vi è preclusa: siete consapevoli che i vostri giorni finiranno tristemente, passati in un'esistenza vuota e lercia, che la curiosità per qualcosa di nobile e bello vi è preclusa dal vostro stesso essere, che non capirete mai cosa vuol dire essere liberi. La vostra vista dà tristezza ai miei occhi, non provo altro che pena per voi. Voi non vivrete mai. Siete già morti.

Alle luci dei lampeggianti delle forze dell'ordine, la gente si accalca vicino alla fontana. C'è qualcuno che improvvisa un po' di musica, si balla un po', la vita torna vittoriosa. Io bevo birra e osservo; amo chi si riappropria di sè stesso. I carabinieri e la polizia permettono di suonare e fare un bel po' di fracasso ben dopo le due di notte. Dopo un po', un maresciallo si avvicina gentilmente per ricordare che è meglio smettere. Il cantante si ferma e stringe la mano al sottoufficiale. La gente applaude spontaneamente. Questo è il mio mondo. E l'uomo un giorno ci vivrà, anche se non per merito mio.

Postato da: errantestatico alle 21:41 |scrivimi un'email | link | commenti (11) |
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